Filarmonica Porlezza

LA STORIA DELLA FILARMONICA DI PORLEZZA

Era un gelido febbraio del 1871. Soffiava la “breva” che increspava il Ceresio. Era ovunque un grande silenzio non appena calavano le prime ombre della sera. Dai Campi tornavano i contadini riaccompagnando le madri. Nella case ardeva un grande fuoco mentre nel pentolone cuocevano castagne, patate, rape e fagioli. Una pallida luce emanava dalla “lum” creando tutt’attorno delle fantasie ombre.

D’un tratto, come per incanto, da un rustico là dietro la sagrestia di Santa Marta, uscirono nell’aria delle note. Stonate o storpiate magari, ma delle note che mettevano qualcosa di nuovo nell’aria pesante di quei tempi di miseria e di privazione, in quei tempi una sola legge vigeva: quella del lavoro, del duro e diuturno lavoro.

A qualcosa di nuovo era veramente nato: la banda, la Società Filarmonica di Porlezza.

In breve tempo i musicanti accorsero al richiamo e furon, dieci, venti, quarantasette. E duro fu il lavoro del Maestro Cicogniani che tracciò i primi passi della banda.

 

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